lunedì 15 giugno 2015

Viaggio senza ritorno

(Don Michel Pastore)


 
Ricevo da Damiano Leo e pubblico un articolo su don Michele Pastore inserito nel pubblicando libro. La presentazione del libro è prevista il 2 ottobre , nomina a parroco di San Rocco in Ceglie Messapica.
 
 
 
Più volte abbiamo resa pubblica la notizia che del compianto monsignor Michele Pastore, parroco per oltre un trentennio del santuario di San Rocco in Ceglie Messapica, potrebbero esistere manoscritti pronti per essere dati alle stampe.
Il sacerdote-poeta, autore di pregevoli sillogi, ancora oggi apprezzate e richieste, ci aveva, nei suoi ultimi giorni di vita terrena, espresso il desiderio d’accompagnare, come avevamo fatto con tutte le sue opere precedenti, con un nostro scritto due sue nuove creature. Ci riferì anche i titoli provvisori: “X - Y Incognita sul sole d’oriente”, raccolta d'opere teatrali giovanili e “Trenta lettere ai potenti della terra”. Quest’ultimo lavoro, che probabilmente era più a cuore al suo autore, stava facendo serpeggiare un qualche malcontento nel mondo ecclesiastico. Qualcosa del suo contenuto era trapelato e “i meglio informati” lasciavano intendere che fosse più giusto non pubblicare, neanche postume, le ultime fatiche di don Michele Pastore. Potevano screditare lo stesso autore o mettere le dita nelle ferite di un trasferimento, il suo, non troppo felice. A noi che abbiamo vissuto gomito a gomito, con l’amato don Michele, tali sospetti non ci hanno neanche lontanamente toccato. Sicuramente le trenta lettere dovevano essere dure, accusatorie, ma dettate dalla voglia di fare del bene; dal desiderio di richiamare al mea culpa i potenti della Terra.
Di questi lavori sembrava se ne fossero perse le tracce. Nonostante i ripetuti solleciti, giunti da più parti, ai parenti del nostro monsignore. Il tempo, però, continua ad essere galantuomo. Così, negli ultimi giorni dello scorso giugno, ci giunge una chiamata telefonica da parte di don Michele Elia, il nostro amico e concittadino, il sacerdote che più di tutti assistette don Pastore nelle sue lunghe giornate di malattia. C'invitava a far visita al fratello del nostro compianto. Occorreva manforte per convincere gli eredi a pubblicare gli ultimi scritti di don Michele Pastore.
Ci siamo presentati al podere paterno. Là dove anche noi, giovani seminaristi, avevamo fatto qualche escursione estiva. Invitati dall’allora diacono Michele Pastore. Suo fratello, siamo al 25 giugno di quest’anno, ci ha accolto recitando suoi versi, lui “autodidatta”, dedicati al fratello sacerdote. “Quarto piano d’ospedale / don Michele sta male…”. Rime baciate per qualche minuto. Recitate a memoria, come facevano i nostri nonni. Nessuna pretesa letteraria. Solo il desiderio d'essere più vicino al fratello sacerd
Proponiamo di inserire le sue poesie in appendice ai lavori inediti di don Michele. Ci chiede qualche giorno. Tra le carte dell’autore di “Papa Scarpone…” è “apparsa” una cartella piena di fogli. Di proprio pugno, don Michele aveva scritto: “VIAGGIO SENZA RITORNO”. Saranno le trenta lettere ai potenti della Terra? Ai posteri l’ardua sentenza[1].
 
Damiano Leo
 
 
 


[1] D. LEO, Viaggio senza ritorno, in “Ceglie Plurale”, Manduria, novembre 2007,  Anno VI, n° 65, p. 4
 
 
 
 




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