lunedì 8 giugno 2015

Il bar di Cordiano

(Bar di Cordiano, foto coll. privata famiglia Suma)






Nella memoria collettiva di una città ci sono luoghi, persone ed eventi che rimangono vivi per sempre nel cuore delle persone. Con il passare del tempo questi frammenti di storia finiscono per diventare dei veri e propri “miti”. L’amarcord di oggi riguarda una vicenda che è entrata a far parte del “mito cittadino”. Si tratta della storia di un bar e del suo gestore Cordiano Suma.


Il bar di Cordiano, per i cegliesi “U bar di Curdiane”, è legato ad un periodo storico importante sia dal punto di vista sociale che economico della nostra città, quando via San Rocco, piazza Sant’Antonio e corso Garibaldi erano un luogo di incontro e di socializzazione per migliaia di giovani.

 
(Via San Rocco, fototeca Antonio Spalluti)
 
(Piazza Sant'Antonio, fototeca Antonio Spalluti)



 
 
Ancora oggi il ricordo di Cordiano e del suo bar è vivo nella memoria del popolo cegliese. Tutti rammentano il carattere di Gordiano sempre pronto alla battuta ma, anche la serietà e l’austerità che contraddistinguevano il suo bar.
 
 
(Bar di Cordiano, foto coll. privata famiglia Suma)


 
 
La storia del bar inizia nel 1959 quando Cordiano, dopo aver svolto il servizio di leva nella Polizia di Stato, apre una birreria in via San Rocco n. 12. Successivamente Cordiano decide di trasformare la birreria in un bar e consegue così la licenza idonea per la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche. Negli anni ’60 i permessi legati alla vendita delle bevande alcoliche venivano rilasciati dalla Questura e per poter avere la licenza bisognava essere incensurati e avere una buona reputazione. Infatti, prima di rilasciare il permesso, la Questura effettuava delle indagini prendendo informazioni dalla stazione locale dei Carabinieri.
All’inizio il bar si chiamava “Arlecchin bar” ed era costituito da più ambienti: la sala con il bancone, un piccolo laboratorio per la gelateria, una sala giochi e una stanza adibita a posto telefonico pubblico della SIP. Succesivamente, con la nascita del figlio Patrizio, il bar si chiamerà “Patrick Bar” ma, in ogni caso fino al 1989 anno della cessione della licenza ad altri gestori, il bar sarà ricordato come il bar di Gordiano.
 


La vera anima del bar era la signora Vita Barletta, moglie di Cordiano e nipote di Ticch di Magghione. La signora Vita  oltre a gestire il bar e a preparare il rinomato e indimenticabile gelato, in prossimità delle feste preparava anche i dolci: torte con pan di spagna, u piatt dosce come si diceva allora, i biscotti cegliesi (le piscuettele), i bignè,  le piddichedd e le zeppole a seconda dei periodi.

 
 
 
                                 (La signora Vita Barletta e Cordiano Suma, foto coll. privata famiglia Suma)
 
 
 
 
 
Negli anni ’60 e ’70 quando si doveva fare un regalo importante ci si recava nei bar per acquistare cassette di liquori pregiati, panettoni di marca etc. Al bar si rivolgevano anche le famiglie che dovevano organizzare feste di matrimonio, cresime e comunioni. Alcuni bar, inoltre, offrivano anche il servizio completo costituito da panini ripieni, bevande, dolci, spumoni e torta nuziale. Quando la festa si svolgeva nei locali presi in affitto o in campagna, si portavano le sedie e i tavolini e, se il locale era sprovvisto di corrente elettrica si utilizzavano i tini pieni di ghiaccio per mantenere fredde le bevande e gli spumoni. I rosoli, quello rosso e quello giallo, erano offerti in bicchierini di acciaio pesantissimi. Gli spumoni, invece, venivano divisi in quattro e poi serviti su un piattino di acciaio.
Il bar di Cordiano era noto anche per le postazioni del telefono pubblico della SIP. Negli anni ’60 e ’70, il telefono non era presente in tutte le case e coloro che dovevano telefonare all'estero si servivano del centralino. Chi aveva un parente all’estero o un figlio al servizio di leva si serviva del telefono pubblico collocato nel bar di Cordiano per comunicare.
La storia del “Bar di Cordiano” riflette l’immagine di un passato importante che ci appartiene e a cui siamo legati, un tassello importante della storia recente di Ceglie Messapica.
 
 
 
 
 

 


1 commento:

  1. Ricordo con piacere l'amico Gordiano (curdiàn') ... quelle serate passate in compagnia degli amici per una partita a carte o a biliardo, di quelle tanto attese telefonate che poi non arrivavano mai, e, quelle volte che arrivavano con la teleselezione non si capiva quasi niente, il caro Gordiano era l'amico di tutti, ricordo l'ultima volta che lo incontrai come se fosse ieri in piazza S. Antonio, erano anni che mancavo da Ceglie, il suo bar era gestito da un altro mio amico, e, la cosa che mi colpì fu quella che lui si ricordò di me dopo tanti anni, in effetti fu lui che mi chiamò, ed io con piacevole sorpresa risposi al suo cordiale saluto, stemmo li a chiacchierare come due fratelli che si erano persi di vista da chissà quanto tempo con le solite domande a volte banali e a volte piacevoli, un incontro che ricordo ancora oggi attimo per attimo da conservare nell'animo come una cosa preziosa che ti lascia un amico, quella fu l'ultima volta, la volta successiva seppi che lui non c'era più, la cosa mi colpì come penso lo sia stato per tutti quelli che lo conobbero in vita, ancora oggi se mi devo dare un appuntamento con qualcuno di Ceglie viene spontaneo dire che ci incontriamo "o bàr' di Curdiàn' " ... non ci si può sbagliare il posto è sempre lì... in via San Rocco sòbb'a sant'Antogn'....

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