lunedì 8 febbraio 2016

Damiano Leo: "Sparire"

(Damiano Leo, l'immagine è tratta dal profilo facebook  di Damiano Leo)

 Ricevo da Damiano Leo e pubblico il racconto "Sparire". Buona lettura!
 
 
 
"Sparire"
 
 
 
Da qualche anno, in casa Manganiello, si litigava in continuazione. Negli ultimi tempi, anche per un nonnulla. Giovannina, moglie del povero Carmelo, mugugnava contro il marito in continuazione. Non le andava mai bene niente, almeno così andava dicendo in giro suo marito. La vittima sacrificale. Bastian contrario, secondo sua moglie.
Uno stillicidio d’insopportabili rimbecchi cucinava a fuoco lento l’uomo, l’eterno bersaglio, il disgraziatissimo marito di Giovannina.
Quel grigio pomeriggio di un freddo inverno i due coniugi avevano litigato più duramente e forse avevano anche alzato le mani, cosa che, in verità, non era mai successa prima.
Carmelo, quella notte, proprio non riusciva a dormire. Si voltava e rivoltava tra le lenzuola, sempre con minor successo. La sua nota pazienza nel sopportare la moglie era giunta ormai a capo linea. Ogni misura, secondo lui, era colma. Non gli rimaneva che mettere in pratica quello che da tanto, segretamente, tramava: sparire. Ma non sapeva né come, né, tantomeno, quando. Ingannò quella notte cercando le risposte, ma fino all’alba, quando doveva necessariamente levarsi dal letto, proprio non le vennero. Decise solo che avrebbe affrontato Giovannina e le avrebbe rovesciato addosso il suo proposito. Sparire.
Carmelo rovesciò, gettando nello sconforto, prima la povera mogliettina e dopo i suoi sette figli.
Nulla, dopo quella maledettissima notte, fu più come prima, in casa Manganiello. Trepidazione ed ansia dominavano sovrani. Tutto poteva succedere, ma nessuno sapeva quando. Carmelo, questo, non lo aveva mai detto. Forse non lo sapeva neanche lui. Aveva deciso solo di sparire. Per Giovannina, sempre più piegata su se stessa, poteva succedere in qualsiasi momento e in qualsiasi modo. Ogni uscita di casa del marito diventava un incubo. Un minuto in più, un’eternità. Persino quando Carmelo doveva rifornirsi di sigarette volevano impedirgli di uscire. Poteva essere una banale scusa. Un pretesto. Poteva essere il momento buono per non tornare. Per sparire. Un incubo. Un interminabile incubo.
«Non fatelo uscire. Vi prego, non fatelo uscire», supplicava i figli  Giovannina.
«Ma come si fa, come si fa?» chiedevano loro e qualche volta aggiungevano: «Se ha deciso di sparire, avrà deciso anche come e quando. Ma noi non lo sappiamo. Si può sparire ovunque. Si può sparire sempre.»
Forse fu quel “sempre” che ridette forza a Giovannina. Capì da sola che Carmelo doveva sì sparire, ma molto, molto tempo dopo. Infatti se ne andò alla veneranda età di 104 anni, morendo di morte naturale.
In casa Manganiello, dopo che i figli avevano pronunciato quel fatidico “sempre”, non è successo nulla di insolito, a parte il fatto che Carmelo ha vissuto così a lungo.
 


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